martedì , 22 agosto 2017
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Cantine Jelasi

Cantine Jelasi

‘…squisito e di gran classe’, così nel libro “Vino al Vino, terzo viaggio” (Arnoldo Mondadori 1976), Mario Soldati definì il Greco di Bianco del Presidente della Corte d’Assise Ferdinando Ielasi che lo ebbe fulmineo ma attento ospite in uno storico incontro-intervista, culminato poi nella sublime degustazione che ispirò profondamente lo scrittore. Le redini dell’azienda sono nelle mani del nipote omonimo, Ferdinando Ielasi, un produttore al passo coi tempi, consapevole del valore e delle potenzialità del suo passito, e che si è nutrito dei valori e degli insegnamenti che i Ielasi si tramandano da generazioni, in primis l’amore per la cittadina ionica e l’immutato desiderio del suo riscatto socio-economico. Il passito di Bianco,in provincia di Reggio Calabria, riconosciuto D.O.C. nel 1980, e

considerato assieme al Moscato di Siracusa   uno tra i più antichi vini d’Italia, è ottenuto dal vitigno che si ritiene sia stato portato sulla sponda ionica calabrese dai greci nel VII secolo a.c. nel pieno del movimento di colonizzazione che condusse alla splendida civiltà della Magna Grecia. La Cantine Ferdinando Ielasi sono nate nel 2004 e nel nome rendono un affettuoso omaggio al magistrato che per un trentennio, a partire dagli anni ’50, fu l’autorevole custode della tradizione familiare nonché l’artefice di un nuovo corso sia per l’introduzione del vitigno autoctono Mantonico (che darà origine all’omonimo passito), sia per il suo impegno verso lo sviluppo produttivo e sociale che lo condurrà alla adesione alla CACIB (cooperativa agricola ionica bianchese). Ma il nome della famiglia Ielasi è legato alla produzione del Greco di Bianco sin dal secolo dell’Unità d’Italia , mentre nel XX secolo, a partire dagli anni ’20, sarà l’avvocato Domenico Ielasi a dare alla produzione una stabile fisionomia amatoriale, gettando così nuove basi per il futuro. Si intuisce che per Ferdinando Ielasi il Greco di Bianco è una vanto personale e familiare, temperato dal rispetto e dalla gratitudine per l’ineguagliabile territorio che è fonte di un vera e propria unicità enologica. Non a caso Ferdinando Ielasi definisce ‘gioiello’ il passito che appassionò anche i suoi avi, e sorprendente a riprova che passato e presente si possono ‘sfiorare’ fu quel singolare ritrovamento nelle cantine dove si era recato a sistemare le botti di rovere, di una etichetta con la scritta ‘vino greco’ e poi un’altra con la scritta ‘mantonico’, su sfondo azzurro, e una data evocativa ,1897. ‘Nettare degli dei’, con questa azzeccata perifrasi è meglio conosciuto il Greco di Bianco, vino di 14°+1, dal sapore dolce o amabile, armonico, morbido e caldo e di colore giallo tendente al dorato con eventuali riflessi ambrati, si serve freddo e si abbina a formaggi non dolci ed alla pasticceria. I terreni delle cantine sono ubicati in contrada Cerasella dove godono di una peculiare esposizione al caldo abbraccio del sole ed i vigneti crescono sopra uno strato di argilla bianca e la vendemmia si svolge tra settembre ed ottobre ed i grappoli dorati vengono lasciato appassire prima della vinificazione. La produzione delle Cantine Ielasi si attesta a quota 4000 litri per un’offerta strettamente di nicchia rivolta ad intenditori e degustatori senza limiti di mercati interni od esteri. Il futuro del Greco di Bianco è nelle mani dei produttori che oggi sono riuniti in Megale Hellas, un’associazione in cui Ferdinando Ielasi-che è anche Giornalista- crede e confida moltissimo per la valorizzazione ed il rilancio della D.O.C. e del territorio .(massimo ranieri)

Scheda Greco di Bianco, integrazione.

«Il futuro del Greco di Bianco va di pari passo con lo sviluppo del territorio». A sostenere questa tesi pragmatica e ideale allo stesso tempo è Ferdinando Ielasi titolare delle ‘Cantine Ielasi’.«Uno dei motivi ideologici che ci ha spinto a mettere il prodotto sul mercato è il desiderio di dare lustro e visibilità ad un paese,Bianco, troppo spesso dimenticato. E’ lo stesso spirito che animava i miei nonni, tuttavia si fa a pugni col territorio che abbiamo davanti ai nostri occhi. Pensando al nostro passito mi viene in mente ad un gioiello nel deserto. Abbiamo bisogno di meno deserto e più crescita territorio, cioè un miglioramento della logistica , della mobilità e naturalmente più infrastrutture, come al nord dove un imprenditore si può muovere più liberamente. Certamente per muoverci non possiamo attendere l’innalzamento del livello dei servizi,piuttosto dobbiamo fare di necessità virtù, offrendo ciò che noi sappiamo fare nel migliore dei modi». Dal punto di vista produttivo Ferdinando Ielasi confida molto nell’azione dell’associazione nata di recente, Megale Hellas, tuttavia ammette che dal punto di vista tecnico ci siano delle criticità che è necessario superare per arrivare ad una uniformità di produzione per tutte le cantine.

Massimo Ranieri

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