mercoledì , 26 luglio 2017
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Cipolla Rossa di Tropea

Cipolla Rossa di Tropea

(Ortofrutticoli e cereali Reg. CE n. 284 del 27.03.08) E’ famosa in tutto il mondo per il suo particolare “sapore dolce”. Introdotta dai Fenici e dai Greci, la “Rossa di Tropea” è coltivata nel territorio di Capo Vaticano, fino oltre la piana di Lamezia Terme; anche se il nome pare sia riferito al fatto che la cipolla venisse spedita in tuto il mondo dallo scalo ferroviario di Tropea. Le varietà si riferiscono alla forma, che può essere a trottola, ovale o tronco-conica. Il sapore dolce deriva dal microclima e dalla tipologia dei terreni che si trovano in prossimità del mare. L’uso gastronomico di questo alimento, è variegato: si può mangiare cruda, con le insalate; o come ingrediente di numerose ricette. Viene utilizzata anche per uso medico, perché cura le affezioni intestinali, la calcolosi renale, e previene le malattie cardiovascolari.

Calabria: La cipolla  che ha conquistato l’Europa.

di Anna Giammetta

 

Tanto povera quanto irrinunciabile ingrediente della cucina italiana. E’ la cipolla.  Ne esistono mille varietà ma solo se il suo colore è violaceo e il suo sapore dolce e croccante è la vera “Cipolla rossa di Tropea  Calabria con marchio IGP”.

Antonio Veltri, presidente del Consorzio che ne tutela la produzione, rinnovato al suo secondo mandato a maggio di quest’anno, ci racconta il percorso di valorizzazione di questo semplice e speciale prodotto.

 

Quali sono le tipicità della cipolla di Tropea.

E’ una cipolla unica al mondo. Dolcissima, croccante e rossa naturale. Oltre ad essere  dolce è  anche tenera, non lascia cattivo odore, non fa piangere e quindi è una cipolla diversa da tutte le altre.

In Italia, infatti,  esistono numerosissime varietà di cipolla, ma la “Cipolla Rossa di Tropea Calabria”, pur non essendo la più coltivata, è senza dubbio la più rinomata sia per le sue caratteristiche qualitative  ma anche  per il valore storico (presente sulle coste della Calabria già dal 700-800)  e culturale ancora oggi vivo e presente sia in cucina che nelle manifestazioni folcloristiche. Naturalmente per essere considerata la vera cipolla con marchio IGP  deve rispettare rigorosamente il disciplinare.

 

Cos’è cambiato dopo la valorizzazione?

Dopo la valorizzazione Il prodotto oltre ad essere stato molto  più conosciuto è stato anche molto più apprezzato e utilizzato.

I fondi che abbiamo ottenuto in questi anni ci hanno permesso di fare molta pubblicità, molta comunicazione sul prodotto e questo ha portato una più ampia diffusione e un più ampio consumo.

 

Quando è nato il consorzio e quindi la necessità di mettere insieme più produttori?

Abbiamo iniziato questo percorso prima del 2000 per essere poi riconosciuti con l’IGP e iscritti nell’elenco Europeo delle “Denominazioni di Origine e Indicazioni Geografiche Protette” il 28 marzo 2008 con Reg. CE n. 284/2008. Nello stesso anno, il 24 aprile 2008 fu costituito il Consorzio di Tutela del Marchio IGP.

Prima di questa data non potendo formare il consorzio abbiamo costituito un’accademia della cipolla rossa. In tal modo tutto il comitato dell’accademia portava avanti il progetto per arrivare poi al riconoscimento di I geografica protetta.

Oggi il consorzio è una realtà avviata e conta 70 soci di cui la maggior parte produttori, confezionatori e trasformatori, cioè coloro che fanno confetture, essicazione e vasetti vari.  E produce un quantitativo di circa 150 mila quintali.

 

Quanto è conosciuta oggi la Cipolla Rossa di Tropea e quanto c’è ancora da fare?

Innanzi tutto dobbiamo dire che la vera cipolla di Tropea si riconosce dai marchi, sia quello della CEE che quello di Tropea. Tutto quello che non ha marchio va chiamato semplicemente cipolla italiana.

In questi anni abbiamo lavorato molto su questo concetto e partecipato a tante fiere di settore come ad esempio il Salone del gusto di Torino, ma anche Milano, Berlino. Ad ogni occasione facciamo degustazioni e la gente rimane sempre molto colpita dalle proprietà del prodotto e dal sapore gradevole che esso ha. E’ anche grazie ai lavori di valorizzazione e tutela che oggi questo ortaggio rappresenta con successo in Italia e all’estero il meglio dell’agroalimentare calabrese. Certo ambiamo a conquistare fette di mercato sempre maggiori.

 

Quali le difficoltà che affronta il consorzio?

La difficoltà maggiore è quella di soddisfare le esigenze di tutti i soci. Essendo in tanti c’è sempre magari qualcuno che vorrebbe fare le cose in maniera diversa da come poi si decide di farle. Ma questo credo sia normale quando si devono coniugare differenti necessità.

Quali i  prossimi obiettivi?

Stiamo lavorando al DNA della Cipolla adesso stiamo approntando un “panel test” della cipolla rossa per distinguerlo dagli altri prodotti.

Ma la cipolla è anche un alimento curativo. C’è qualche collaborazione con aziende farmaceutiche?

Si, dal punto di vista farmaceutico c’è sempre un grande interesse verso questo prodotto. Qualche tempo fa abbiamo avviato anche un progetto con l’Università La Sapienza di Roma dove alcuni ricercatori pensavano di realizzare una pillola con l’estratto di cipolla in quanto questo ortaggio è fin dall’antichità un antinfiammatorio naturale. Purtroppo il progetto non ha trovato ad oggi ancora realizzazione per mancanza di fondi economici ma l’idea rimane sempre valida.

Anche lei è un produttore.

Si. La mia azienda si chiama “Società Agricola Veltri Srl” ed è situata  ad Amantea in provincia di Cosenza. Ci occupiamo sia della produzione che del confezionamento. Un’azienda che esiste dal 1951 ed una tradizione che si rinnova di padre in figlio.

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