martedì , 22 agosto 2017
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L’Arancia di San Giuseppe

Col termine “Arancia di San Giuseppe” si intendono le specifiche varietà Belladonna e Biondo tardivo di San Giuseppe (probabile mutazione del Belladonna) della specie di arancio (Citrus sinensis) coltivate e diffuse nel territorio comunale di Reggio Calabria tra le vallate delle fiumare Gallico e Catona ed in particolar modo nella frazione di Villa San Giuseppe da cui il nome dell’agrume. Il disciplinare DE.C.O. prevede che l’arancio possa eventualmente coltivarsi anche in “aree cuscinetto” vocate e tradizionalmente interessate da questa coltivazione nei piccoli comuni limitrofi (appartenenti allo stesso “sistema delle vallate”), per circa 6 km dalla costa e tendenzialmente fino a 350 m slm.L’Arancia di San Giuseppe si presenta come pianta di vigore medio e chioma espansa, di forma rotondeggiante, non molto fitta. Le foglie sono di forma ellittica, di colore verde intenso, con apice leggermente rotondeggiante. Il tronco ed i rami di oltre tre anni sono provvisti di coni gemmari, mentre i giovani germogli presentano internodi corti. Il tronco di questo Belladonna innestato su arancio amaro presenta al punto di innesto uno sviluppo maggiore rispetto al portainnesto. L’Arancia di San Giuseppe così definita è cultivar tardiva. Tra febbraio e marzo è possibile apprezzare i primi frutti la cui maturazione completa avverrà tra aprile e maggio; i frutti possono mantenersi bene sulla pianta anche fino a giugno.Il frutto, di colore arancio è di forma ovale (a volte sub ovoidale), è apirene (o presenta pochissimi semi: in genere da 1 a 3) e di dimensioni medie di 7,5 cm di diametro mediano e fino a 8 cm mediamente di diametro longitudinale. Esso presenta un peso medio di 220 g. Lo spessore della buccia è medio (5-6 mm) con superficie mediamente papillata. La polpa è ricca di succo (sempre >51%).

Un sapore dolce e persistente

L’esperidio dell’ ”Arancia di San Giuseppe” presenta una elevata concentrazione zuccherina che tende ad aumentare da marzo a maggio. La resa in succo diminuisce verso maggio-giugno così come l’acidità. Risulta buona la concentrazione di vitamina C a maggio, che può raggiungere i 43,20 mg/100 ml. Variazioni non significative si riscontrano tra le aree della vallata del Gallico e la vallata del Catona anche per la differente composizione dei terreni nei due ambienti.

Dall’arancia di San Giuseppe è possibile ottenere succhi bevibili, marmellata, miele e produzioni dolciarie.

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